marzo 7, 2012

L’assessore non ci ha risposto: basta risposte generiche, vogliamo la data precisa di riapertura del Putipù

Le dichiarazioni dell’assessore Peluso circa il futuro del Putipù, rilasciate al Vostro giornale e pubblicate sul numero di Ottopagine di mercoledì 7 marzo, non costituiscono una risposta alle nostre domande. Già due settimane fa, in un’intervista rilasciata ad un‘emittente locale, l’assessore aveva dichiarato che il centro Putipù sarebbe stato riaperto entro una manciata di giorni. A distanza di due settimane non esiste alcun atto formale e nessun deliberato di Giunta che sancisca la riapertura del Centro e che possa giustificare una ripresa delle sue attività a breve termine. L’affermazione rilasciata ieri da Peluso, relativa ad un’imminente riapertura del Centro, in assenza di un atto formale dell’amministrazione, è incomprensibile e risulta non fondata. Non a caso l’assessore Peluso non ha indicato una data precisa di riapertura. L’assessore inoltre informa che fra due mesi verrà realizzato un nuovo progetto che riguarda il Putipù. Dunque attualmente non esiste alcun progetto dell’assessore, infatti non c’è alcun accenno ai contenuti del programma. Tale dichiarazione non fa altro che confermare le nostre perplessità: come potrà esserci una riapertura “a giorni” del centro se non esiste alcun atto formale dell’amministrazione e se il progetto dell’assessore verrà realizzato soltanto fra due mesi? Si prefigura quindi un prolungamento della chiusura per almeno altri 60 giorni. La nostra proposta rimane valida, perchè durante questo lasso di tempo, una gestione volontaria e gratuita del centro, potrebbe garantire la continuità delle attività del Putipù, impedendo il prolungarsi della sua chiusura e limitando i disservizi. L’assessore inoltre ha fatto riferimento al recente acquisto di 10 mila euro di strumentazioni per il Putipù, tramite fondi del progetto regionale che si è concluso un mese fa. A noi utenti è sempre apparso irrazionale acquistare gli strumenti per realizzare le attività del Putipù ad attività finite. Considerato che, durante l’ultimo anno, noi utenti siamo stati costretti ad utilizzare strumentazioni obsolete e logorate, l’investimento appare decisamente intempestivo. Chiediamo all’assessore Peluso e al sindaco Mainiero di informarci circa la data certa di riapertura del centro, chiediamo altresì di conoscere le motivazioni per cui il centro è chiuso ormai da un mese e di avere risposta alla nostra istanza.
Gli utenti-volontari del Putipù

marzo 2, 2012

Proposta a tutela della salute dei lavoratori dell’ex Isochimica, dei loro familiari e degli abitanti di Rione Ferrovia

Nota di Giovanni Maraia di Ariano in Movimento, inviata al Sindaco di Avellino, al Presidente della Giunta Provinciale di Avellino, al Presidente del Consiglio Comunale di Avellino ed al Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino:

Sottopongo alla vostra attenzione e a quella dei Consigli Comunali e Provinciali la seguente proposta a tutela della salute dei lavoratori dell’ ex Isochimica, di quella dei loro familiari e di quella degli abitanti di Rione Ferrovia:
a) la costituzione di un comitato composto dal Sindaco di Avellino, dal Presidente della Provincia di Avellino e dai Capigruppo nei Consigli Comunale e Provinciale di Avellino, che solleciti il Procuratore della Repubblica di Avellino a chiudere le indagini avviate con gli esposti di Ariano in Movimento e di altri, aventi ad oggetto i danni alla salute dei lavoratori dell’ ex Isochimica provocati a contatto con l’ amianto; e’ opportuno che questo stesso comitato si costituisca parte lesa nel procedimento penale innanzi indicato;
b) il comitato dovrebbe intervenire presso l ‘Assessore alla Sanita’ della Regione Campania affinché vengano ripetute le visite mediche ai lavoratori, divenute oggetto di contestazione; lo stesso comitato dovrebbe sollecitare il completamento delle visite mediche, da estendere ai familiari dei lavoratori e ai residenti di Rione Ferrovia;
c) il comitato dovrebbe attivare iniziative politiche e legali nei confronti dell’ ex Ferrovie dello Stato affinché queste si assumano le dovute responsabilità per aver concorso a provocare danni gravissimi ai lavoratori , ai loro familiari , alla collettività avellinese , nonché all’ambiente; tale responsabilità delle ex FS e’ riportata nell’ordinanza del Pretore di Firenze dott. Dedica del 13/12/88 di chiusura e di cessazione dell’ attività di de coibentazione dell’Isochimica; in detta ordinanza e’ scritto: “la Direzione delle FS fiorentine……espongono a rischi gravissimi non solo la salute dei lavoratori dell’Isochimica di Avellino ,che eseguono i lavori appaltati sotto la diretta direzione dell’Ente FS di Firenze, che deve ritenersi responsabile dell’ applicazione delle norme di igiene e sicurezza nei confronti di quei lavoratori……..”e il Pretore Deidda prosegue:”considerato che il disegno criminoso sopra descritto prende le mosse da Firenze, dove ha sede la Direzione Generale che ha stipulato i contratti d’appalto con la società Isochimica…….”;
d) il comitato potrebbe proporre ai parlamentari irpini un ordine del giorno da far approvare al Parlamento finalizzato a rendere possibile il pensionamento anticipato ai lavoratori dell’ex Isochimica con almeno trenta anni di contributi previdenziali; questa richiesta e’ motivata dal fatto che la maggior parte dei lavoratori ex Isochimica sono affetti piu’ o meno gravemente da malattie connesse all’amianto, malattie spesso mortali; i lavoratori dell’ex Isochimica ,date le attuali condizioni di salute, non possono lavorare in luoghi e in condizioni non adatti al loro stato di salute; l’ordine del giorno e’ ampiamente motivato.
La finalita’ primaria di questa nostra proposta e’ cosi’ riassumibile:lo Stato Italiano, attraverso le FS,ha una diretta responsabilità in tutta la vicenda Isochimica,ora e’ obbligato ad assumersi tutti gli obblighi nei confronti di chi e’ stato danneggiato.

febbraio 23, 2012

“VIRUS” E ARIANO IN MOVIMENTO SOLIDARIZZANO CON TONY DELLA PIA

Esprimiamo la nostra solidarietà a Tony della Pia, segretario provinciale del PRC, impegnato col partito nella vertenza ex-Isochimica. Dopo l’ultima intimidazione ricevuta, che recita testualmente „Sei avvisato, la colpa è tua, porco bastardo. Fai la fine che ti meriti, l’amianto in bocca. Buona Pasqua“, Della Pia ha denunciato il fatto pubblicamente e ai carabinieri.

Collettivo Studentesco VIRUS – Ariano Irpino


Esprimo la mia solidarieta’ al segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Tony Della Pia, per gli atti di intimidazione ricevuti e riconducibili alla vertenza.

Giovanni Maraia – presidente Ariano in Movimento

febbraio 6, 2012

Il Putipù sta per chiudere, basta con l’indifferenza dell’amministrazione

 Il centro di aggregazione giovanile “Putipù” a breve chiuderà a causa dell’esaurimento dei fondi regionali che hanno reso possibile la fruizione del centro da un anno e mezzo circa a questa parte . La fine delle attività del centro è prevista per il prossimo 10 febbraio dopo una proroga di due mesi , originariamente la chiusura era prevista per il 10 dicembre 2011. Esattamente due mesi fa, il 6 dicembre 2011 noi ragazzi utenti del Putipù, insieme con il “Forum della Gioventù” abbiamo formalizzato tramite l’ufficio protocollo all’amministrazione comunale una proposta che è in grado di garantire l’apertura del centro nei prossimi mesi a costo zero. Circa 15 ragazzi maggiorenni, tra noi utenti del Putipù, si sono resi disponibili per gestire il centro a titolo volontario e gratuito sotto la supervisione del Forum della Gioventù, quale organismo istituzionalmente riconosciuto dall’Ente comunale. In pratica, pagando semplicemente la bolletta dell’energia elettrica del centro Putipù, il Comune potrebbe garantirne la continuazione delle attività in una forma che è stata già sperimentata con successo in passato: quella della gestione volontaria da parte degli stessi utenti del centro. Tuttavia durante i due mesi di proroga- ormai agli sgoccioli- non solo l’amministrazione comunale non sembra essersi attivata per trovare una soluzione alternativa alla nostra proposta, ma non si è neanche preoccupata di risponderci nonostante le nostre successive sollecitazioni. Il giorno 7 febbraio 2012 verranno aperte presso la casa municipale le buste del bando di gara col quale si acquisteranno nuove strumentazioni per il centro Putipù, chi utilizzerà questi nuovi strumenti? Non siamo abituati a piangerci addosso, ci piace trovare soluzioni ed essere protagonisti della nostra vita ad Ariano. All’amministrazione non chiediamo nulla se non di darci una risposta, per ora sappiamo che l’unico centro di aggregazione comunale esistente, frequentato quotidianamente da decine e decine di giovani, fra una manciata di giorni chiuderà immotivatamente per un periodo lungo e imprecisato.

Gli utenti del centro Putipù.

dicembre 29, 2011

L’esperienza del ciclo di seminari su Karl Marx ad Ariano Irpino.

Come ha sottolineato Salvatore Cifaldi nella sua introduzione al primo seminario sui “Manoscritti economico-filosofici”, sia Marx che Lenin nei momenti di crisi economica si sono rifugiati nello studio; in particolare occorre ricordare che Lenin riuscì nella Rivoluzione di ottobre solo dopo un’intensa fase di studi. È proprio da questo dato da cui occorre partire per capire appieno quale sia la portata politica oltre che eminentemente culturale del ciclo di seminari (esperienza unica in irpinia). Non si può pensare di fronteggiare una situazione di crisi economica, non si può pensare di dar vita ad un movimento e non si può praticare attività politica senza uno studio adeguato, senza comprendere la realtà. Il successo dei seminari in termini di partecipazione dimostra quanto queste convinzioni, maturate da noi organizzatori, siano condivise. Lo studio di Marx e il suo “faccione” stampato sulle locandine destano interesse anche in un paese storicamente reazionario e di “destra” come Ariano Irpino, pertanto non è difficile immaginare che esista anche altrove in provincia l’esigenza di studiare opere come “Lavoro salariato e capitale” o i “Manoscritti economico-filosofici”. Di qui l’invito rivolto alle associazioni, gruppi, partiti e circoli culturali ad organizzare seminari di studio su Karl Marx e la disponibilità da parte di “Ariano in Movimento” e del “Kollettivo Virus” a contribuire alle iniziative con interventi e consigli anche relativi all’individuazione dei relatori. Iniziative di questo tipo non richiedono un grande dispendio di energie a differenza delle ormai note e (ahimè) inefficaci manifestazioni colorate ma sono in grado di creare una reale coscienza che è base necessaria per la partecipazione stessa alle vertenze locali e nazionali ed elemento indispensabile per la creazione di movimenti realmente incisivi.
Lo scorso seminario del 29 e 31 ottobre e 1 novembre si è svolta diversamente dal primo incontro. L’articolazione in tre giornate è dovuta alla fondamentale creazione dei gruppi di studio i quali si sono incontrati durante le prime due giornate per affrontare collettivamente la lettura e la comprensione del testo mentre la giornata del 1 novembre è stata dedicata al seminario in sé per sé con la relazione di Cesare De Padua. La creazione dei gruppi di studio ha permesso un salto qualitativo del seminario perchè la sola partecipazione all’iniziativa conclusiva con i contributi degli ospiti relatori non è di per sé sufficiente in quanto non può essere assimilata al meglio senza uno studio pregresso. Per il prossimo appuntamento che si terrà durante la prima settimana di gennaio, l’invito è quello di continuare a partecipare ai gruppi di studio (apprezzati da quanti vi hanno preso parte) oltre che quello di prendere appunti durante gli interventi dei relatori in modo da costruire un dibattito finale ricco di elementi di discussione.
Luca Orsogna

dicembre 29, 2011

L’esperienza del ciclo di seminari su Karl Marx ad Ariano Irpino. – biglietto da visita del seminario del 4,5 e 7gennaio 2012-

Come ha sottolineato Salvatore Cifaldi nella sua introduzione al primo seminario sui “Manoscritti economico-filosofici”, sia Marx che Lenin nei momenti di crisi economica si sono rifugiati nello studio; in particolare occorre ricordare che Lenin riuscì nella Rivoluzione di ottobre solo dopo un’intensa fase di studi. È proprio da questo dato da cui occorre partire per capire appieno quale sia la portata politica oltre che eminentemente culturale del ciclo di seminari (esperienza unica in irpinia). Non si può pensare di fronteggiare una situazione di crisi economica, non si può pensare di dar vita ad un movimento e non si può praticare attività politica senza uno studio adeguato, senza comprendere la realtà. Il successo dei seminari in termini di partecipazione dimostra quanto queste convinzioni, maturate da noi organizzatori, siano condivise. Lo studio di Marx e il suo “faccione” stampato sulle locandine destano interesse anche in un paese storicamente reazionario e di “destra” come Ariano Irpino, pertanto non è difficile immaginare che esista anche altrove in provincia l’esigenza di studiare opere come “Lavoro salariato e capitale” o i “Manoscritti economico-filosofici”. Di qui l’invito rivolto alle associazioni, gruppi, partiti e circoli culturali ad organizzare seminari di studio su Karl Marx e la disponibilità da parte di “Ariano in Movimento” e del “Kollettivo Virus” a contribuire alle iniziative con interventi e consigli anche relativi all’individuazione dei relatori. Iniziative di questo tipo non richiedono un grande dispendio di energie a differenza delle ormai note e (ahimè) inefficaci manifestazioni colorate ma sono in grado di creare una reale coscienza che è base necessaria per la partecipazione stessa alle vertenze locali e nazionali ed elemento indispensabile per la creazione di movimenti realmente incisivi.
Lo scorso seminario del 29 e 31 ottobre e 1 novembre si è svolta diversamente dal primo incontro. L’articolazione in tre giornate è dovuta alla fondamentale creazione dei gruppi di studio i quali si sono incontrati durante le prime due giornate per affrontare collettivamente la lettura e la comprensione del testo mentre la giornata del 1 novembre è stata dedicata al seminario in sé per sé con la relazione di Cesare De Padua. La creazione dei gruppi di studio ha permesso un salto qualitativo del seminario perchè la sola partecipazione all’iniziativa conclusiva con i contributi degli ospiti relatori non è di per sé sufficiente in quanto non può essere assimilata al meglio senza uno studio pregresso. Per il prossimo appuntamento che si terrà durante la prima settimana di gennaio, l’invito è quello di continuare a partecipare ai gruppi di studio (apprezzati da quanti vi hanno preso parte) oltre che quello di prendere appunti durante gli interventi dei relatori in modo da costruire un dibattito finale ricco di elementi di discussione. Luca Orsogna

novembre 21, 2011

Comunicato Ariano in Movimento sul diritto alla mobilità in Irpinia

Ariano in Movimento esprime apprezzamento per l’iniziativa della CGIL in difesa del diritto alla mobilità in Irpinia. La questione dei trasporti risulta vitale per la nostra provincia e in particolare per le zone interne, che rischierebbero altrimenti la desertificazione e l’isolamento.
Accogliamo pertanto con favore la netta presa di posizione della CGIL per il rilancio della stazione ferroviaria di Ariano Irpino.
E’ indispensabile insistere su questa strada e garantire all’Irpinia un pieno diritto alla mobilità; occorre inoltre che la CGIL si esprima favorevolmente circa l’apertura del casello autostradale di Tre Torri in maniera altrettanto netta.
Un forte segnale all’opinione pubblica è stato dato, per rendere effettivo l’inizio della vertenza occorre che i rappresentanti istituzionali locali facciano proprie queste istanze ottenendo che in tal senso si pronuncino con delibera il Consiglio Comunale di Ariano Irpino, Il Consiglio Provinciale di Avellino e il Consiglio Regionale della Campania.

Ariano in Movimento

novembre 18, 2011

NUOVO VIRUS 17.11.2011 ONLINE!!!

Per chi non è stato raggiunto fisicamente da quello cartaceo, è possibile leggere ‘VIRUS’ del 17.11.2011  al seguente link:

https://docs.google.com/open?id=0B_oMpVcMuqX_Njk4MjBhNjEtZWE3MS00YzIyLTg2OGMtZjk4MTdlYzkzZGNh

novembre 18, 2011

Riflessioni a freddo sulla manifestazione del 15 ottobre

-Gli scontri.
Riguardo alla manifestazione degli “Indignati” tenutasi il 15 ottobre a Roma i mass media e il dibattito pubblico hanno rivolto la loro attenzione esclusivamente agli scontri e alle violenze di piazza, ignorando più o meno volutamente le rivendicazioni e le questioni sollevate dal corteo. E’ proprio su questo secondo aspetto che occorreva soffermarsi.
Gli scontri del 15 sono politicamente condannabili: non avevano alcun obbiettivo politico e sono stati controproducenti per lo stesso movimento sia in termini di coesione che di crescita, dunque contrarietà ferma rispetto ad una guerriglia fine a se stessa. E’ altresì da condannare la caccia al “black block” e il giustizialismo volgare, invocato da settori “non violenti” del movimento che hanno chiesto a gran voce arresti e repressione, mostrandosi in questo modo a loro volta violenti. Da condannare senza dubbio è anche la gestione della piazza da parte delle forze dell’ordine e i folli caroselli delle camionette gettatesi a tutta velocità contro la parte pacifica del corteo nei pressi di piazza San Giovanni. Da condannare infine sono anche i mezzi d’informazione e il sistema di “giustizia”; non dobbiamo dimenticare che un nostro compaesano, sebbene innocente, è stato sbattuto in carcere e sulle prime pagine dei giornali come un criminale solo sulla base di un sospetto non supportato da prove fotografiche di alcun tipo. Detto questo, per onestà intellettuale e per amor del vero, occorre chiedersi che cosa abbia prodotto la rabbia che si è manifestata in piazza. Eccoci catapultati per questa via nella vera questione: la crisi del debito sovrano, le imposizioni della BCE (Banca Centrale Europea) e la mancanza di un futuro per le nuove generazioni.

-Le premesse, le domande, le rivendicazioni del movimento.
Come accennato, il movimento degli “Indignati” in Italia si è formato in seguito alla mancanza di futuro e alle risposte inadeguate e peggiorative che vengono proposte-imposte: libertà di licenziamento, riduzione dei salari, aumento delle tasse, innalzamento dell’età pensionabile, privatizzazioni etc. Da una crisi economica il passaggio alla crisi politica e democratica dell’Italia è breve: sono i mercati per il tramite della BCE e dell’UE a dettare direttamente l’agenda politica alla nostra Repubblica e, come stiamo assistendo in questi giorni, a imporre finanche il nuovo governo Monti (già vicepresidente della Goldman Sachs azienda leader nel settore della speculazione finanziaria). Cade la democrazia rappresentativa, la sovranità popolare è definitivamente svuotata: governano i mercati. In tutto ciò il Presidente della Repubblica Napolitano, lungi dal poter rappresentare una garanzia o una figura “responsabile”, è di fatto il promotore eccellente dello svuotamento della sovranità nazionale e della Repubblica democratica in favore della speculazione finanziaria e del capitalismo.
In questo inquietante ma realistico quadro, c’è chi si chiede come sia possibile uscire dalla crisi neoliberista con altre politiche liberiste dettate dalla BCE. Non si capisce come possa esserci ripresa senza diritti, democrazia e benessere e in definitiva come sia possibile aumentare la ricchezza dello stato (il PIL) diminuendo la ricchezza delle persone e quindi i consumi (con il risultato di aggravare ulteriormente per questa via la crisi e il debito).
Sulla base di queste premesse e di questi interrogativi ha preso corpo in Italia il movimento degli “Indignati” che si è caratterizzato per slogan forti e dal contenuto marcatamente anticapitalista come “Noi il debito non lo paghiamo” e “Fuori dall’Euro”. Migliaia e migliaia di “indignati” rivendicano il loro diritto ad un futuro e chiedono che il debito lo paghino i ricchi e la grande speculazione finanziaria. Si chiedono soluzioni diametralmente opposte a quelle imposte dai mercati ai ceti medio bassi, le classi sulle quali si vuole scaricare il macigno della crisi.

-La situazione attuale del movimento.
Attualmente il movimento è spaccato o meglio frantumato e il motivo va ben oltre gli scontri e le violenze di piazza. Gli ostacoli principali per un ricomponimento del movimento sono rappresentati dal qualunquismo, dalla scarsa coscienza anticapitalista e dalla scarsa proposta politica che non riesce ad andare oltre gli slogan di cui sopra. I tentativi di rianimare la mobilitazione attraverso manifestazioni colorate ed occupazioni simboliche sono insufficienti, la retorica della “democrazia dal basso” e del “riprendiamoci le piazze” un po’ vuota e a scopo sempre più estetico-enunciativo risulta inadeguata a creare la coscienza necessaria per dare risposte ad una situazione che precipita in caduta libera. Un altro forte ostacolo è inoltre la composizione eterogenea del movimento degli “indignati” cui partecipano gruppi, gruppetti e gruppuscoli sempre pronti a litigare su tutto (basta vivere l’ambiente universitario della Sapienza per rendersene conto). Tempo e fatica dei militanti e dei manifestanti vengono impiegati nella costruzione e nei battibecchi per la costruzione di manifestazioni simboliche che sottraggono risorse alla creazione di proposte serie e dettagliate che tengano conto della realtà e che potrebbero costituire l’alternativa ai diktat della BCE.

-Le prospettive.
Solo simili proposte saranno in grado di rilanciare il movimento e di riscuotere un sempre maggiore consenso popolare annientando il qualunquismo e costruendo una vera coscienza anticapitalista. Per proporre il non pagamento del debito occorre conoscere la composizione del debito sovrano e capire come limitare la speculazione ma allo stesso tempo salvare le numerose famiglie di ceto medio e basso che hanno acquistato “titoli di stato”. Per proporre l’uscita dall’Euro e quindi riconquistare la sovranità monetaria (sovranità che ci permetterebbe di resistere meglio agli attacchi finanziari) occorre capire quali sarebbero nell’immediato le conseguenze dell’uscita dalla zona euro. In più occorre prendere una posizione rispetto allo svuotamento della sovranità e dello “Stato” sistematicamente messa in atto dal capitalismo globalizzato. Inutile illudersi, non esistono le forze per costruire questo tipo di movimento e questo tipo di proposte a breve, ma tutte le nostre energie devono muoversi in tal senso. La crisi sarà ancora lunga e non può essere sopportata oltre l’assenza di una reale prospettiva di uscita dal fallimento del sistema capitalistico.
Luca Orsogna
(articolo pubblicato su VIRUS)

novembre 16, 2011

Comunicato sulla scarcerazione di Chucky

Leonardo Vecchiolla, detto Chucky, è stato liberato la sera del 16 novembre in seguito al riesame. Ariano in Movimento è partecipe della gioia di Chucky, della famiglia, degli amici e dei compagni. Chucky è stato sempre presente nelle vertenze irpine: dalle battaglie contro le discariche alle più recenti in difesa del lavoro e degli operai Irisbus , pertanto non può essere considerato né un teppista né un criminale. Vecchiolla è un non violento che si è sempre impegnato per i più deboli, la comunità arianese e irpina è in debito verso questo ragazzo. Abbiamo da sempre confidato nell’innocenza di Chucky , ci auguriamo che possa superare questa vicenda senza conseguenze negative per la propria vita personale e sociale.

Ariano in Movimento

novembre 1, 2011

Comunicato sul ciclo di seminari dedicato a Karl Marx

Il 1° novembre si è concluso presso la biblioteca comunale “P.S. Mancini” di Ariano Irpino il secondo appuntamento del ciclo di seminari su Karl Marx organizzato da “Ariano in Movimento” e dal “Collettivo studentesco Virus” con il patrocinio del comune di Ariano Irpino. Oggetto del seminario sono stati i due capitoli iniziali del Primo manoscritto dei “Manoscritti economico-filosofici” del 1844. Questo secondo appuntamento si è sviluppato su tre giornate di cui le prime due (29 e 31 ottobre) dedicate allo studio collettivo del testo, mentre la terza giornata (quella del 1° novembre) è stata dedicata al seminario vero e proprio. Relatori della giornata sono stati Salvatore Cifaldi e Cesare De Padua studioso del filosofo di Treviri, si è poi tenuto un dibattito con i contributi del gruppo di studio, dibattito che ha toccato temi riguardanti il salario, il profitto, la concorrenza; ma anche tematiche attinenti la crisi economica, la politica locale e nazionale.
Marx è ancora attuale e può ancora aiutarci a capire la realtà, prova ne sono gli argomenti di discussione emersi a margine del seminario. Uno sforzo teorico e di studio è importantissimo in un momento di crisi quale quello che stiamo vivendo. Solo capendo la realtà economica e politica in cui viviamo possiamo immaginare una via d’uscita dalla situazione odierna e possiamo valutare le proposte che la Banca Centrale Europea e il Parlamento ci propongono.
Il prossimo appuntamento è previsto per la prima settimana di gennaio al fine di continuare lo studio dei “Manoscritti economico-filosofici”.

Ariano in Movimento
Collettivo Virus
Giovani Comunisti Ariano

ottobre 31, 2011

ACERBO (PRC): Leonardo è molto provato, fanno bene gli studenti a mobilitarsi

IL GARANTISMO VALE ANCHE PER LEONARDO?

Questa mattina ho visitato, insieme al nostro consigliere comunale Riccardo Di Gregorio, la casa circondariale di Chieti per incontrare lo studente Leonardo Vecchiolla, arrestato in seguito ai fatti di Roma del 15 ottobre.
Leonardo condivide la piccola cella con altri due detenuti. Appare molto provato fisicamente ma determinato nelle sue ragioni. Ha chiesto degli amici e gli ha fatto molto piacere sapere della solidarietà dei compagni e degli amici di Ariano Irpino e dell’università, del presidio che si terrà domattina a Chieti davanti alla Prefettura a partire dalle 10,30. Intende continuare con lo sciopero della fame e della sete (beve solo una tazza di tè al mattino) e spera che in settimana si cominci a chiarire la sua posizione con il ricorso del suo avvocato al tribunale del riesame. Va sottolineato che Leonardo è molto deperito e smagrito, per questo gli abbiamo consigliato di interrompere almeno lo sciopero della sete.
Non possiamo tacere la nostra preoccupazione perchè dopo i clamori dell’arresto e i giudizi sommari dei media l’attenzione si è spostata altrove mentre un ragazzo di 23 anni rischia di rimanere in custodia cautelare non si sa per quanto tempo e potrebbe anche essere trasferito in un carcere dalle condizioni detentive più dure (Roma).
Auspichiamo che gli organi di informazione tornino a occuparsi del caso esercitando niente più che un minimo di elementare garantismo e restituendo umanità a un giovane che ha ricevuto un trattamento su alcuni giornali e tg da “sbatti il mostro in prima pagina”.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

30/10/2011

ottobre 29, 2011

Articolo da Liberazione

Non è tutto black quel che è bloc. Vacillano le accuse contro Leonardo Vecchiolla, lo studente di psicologia dell’università Gabriele D’Annunzio di Chieti, arrestato il 22 ottobre scorso e subito presentato ai media come uno degli «incappucciati» autori delle devastazioni avvenute durante la manifestazione del 15 ottobre scorso. Ad «incastrare» il 23enne, originario di Benevento ma residente ad Ariano Irpino, sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche nelle quali il giovane, secondo l’accusa, si sarebbe vantato di aver preso parte all’incendio di un blindato dei carabinieri rimasto intrappolato tra i manifestanti dopo una carica giunta fin nel cuore di piazza san Giovanni. Luogo dove stazionavano ancora decine di migliaia di dimostranti dopo che per ore molti di loro avevano resistito alle cariche ed ai caroselli delle forze dell’ordine.
L’utenza chiamata da Vecchiolla apparteneva ad un suo amico d’infanzia messo sotto ascolto nell’ambito di un’altra indagine condotta dai carabinieri di Avellino per ipotesi di reato che nulla hanno a che vedere con i fatti di piazza san Giovanni, e alla quale Vecchiolla è completamente estraneo.
La circostanza è servita ai Ros per confezionare un arresto ultramediatico a ridosso del corteo dei No tav in val di Susa, al quale anche Vecchiolla si accingeva a partecipare. ll giovane infatti è stato arrestato con il biglietto del treno in tasca mentre si recava in stazione. Serviva un colpevole immediato per puntellare il teorema dei violenti infiltrati nei cortei.
A distanza di giorni però non sono emerse le conferme tanto attese e forse per questo la procedura si è arenata: non ci sono foto o immagini che identificano lo studente tra le persone che hanno incendiato il furgone nonostante la scena sia stata immortalata in centinaia di foto e ripresa da più angolazioni. Anche il contenuto delle due intercettazioni resta dubbio ed è singolare che le bobine si trovino ancora presso i carabinieri di Ariano Irpino e non a Roma, sede titolare dell’indagine. All’avvocato Sergio Acona non è ancora pervenuta l’autorizzazione per ascoltarle: «La trascrizione della prima – ha spiegato il legale – non fornisce elementi univoci», in sostanza non consente di stabilire che Vecchiolla abbia partecipato all’incendio del mezzo blindato. Nella seconda, «ci sono molti punti di sospensione o parole indicate come incomprensibili». Frasi estrapolate e spezzettate all’interno di un discorso ancora tutto da verificare. La stessa scontata convalida della custodia cautelare pronunciata dal gip di Chieti non ha aggiunto elementi nuovi. Il magistrato si è limitato a confermare la detenzione per tentato omicidio, devastazione e resistenza a pubblico ufficiale, dichiarando al tempo stesso la propria incompetenza. Ora tocca alla procura di Roma che però va a rilento.
Intanto Leonardo, Chucky per gli amici, è in sciopero della fame e della sete. Nel corso dell’interrogatorio ha descritto il suo abbigliamento nel corteo e chiesto che venissero fatte indagini per accertare la sua esatta posizione: «Identitificatemi in mezzo alla piazza e vedrete che non sono io quello che ha dato fuoco o era vicino all’autoblindo», ha detto. Precisando di essere stato solo spettatore della scena da una certa distanza, insieme ad altre migliaia di persone. Ha spiegato anche che il giovedì precedente aveva partecipato al presidio sotto Banca d’Italia. Poi era rimasto con gli “accampati” in via Nazionale, sulla scalinata del palazzo delle Esposizioni, fino al sabato successivo quando si è aggregato allo spezzone di corteo partito dalla Sapienza.
Quanto ai suoi «precedenti», tanto sbandierati come un’intrinseca prova di colpa, riguardano la partecipazione alla proteste contro lo sversamento dei rifiuti napoletani in una discarica della sua città. In quella circostanza venne identificato insieme ad alcuni sindaci, tra cui quello di Ariano Irpino, ed alcuni avvocati del posto.
In sua difesa è giunto anche un comunicato dell’associazione “Ariano in movimento”, animata dai Giovani comunisti, nonché l’intervento di Riccardo Di Gregorio, capogruppo di Rifondazione alla provincia di Chieti. Intanto il numero degli arrestati per gli scontri del 15 ottobre è salito ancora con l’arresto, ieri mattina, di 5 minorenni per resistenza pluriaggravata e danneggiamento. Per loro, tutti liceali e incensurati (due risiedono a Guidonia, due nel quartiere di San Paolo ed uno ad Ardea) sono è stataa disposta la custodia cautelare ai domiciliari. I 5 erano stati bloccati dagli agenti di polizia in via Merulana, in una zona dove erano stati dati alle fiamme alcuni cassonetti della spazzatura, ma poi rilasciati per la minore età.
Paolo Persichetti da Liberazione
ottobre 24, 2011

Comunicato Ariano in Movimento

La nostra solidarietà espressa ai manifestanti arrestati per fatti verificatisi a Roma il 15 ottobre ha lo scopo:

- di evitare l’emarginazione sociale
- di evitare la criminalizzazione prima del regolare processo e gradi di giudizio di coloro che attualmente si trovano detenuti;
- di attivare una raccolta fondi per le spese legali, rendendo concreto e praticabile il diritto alla difesa legale;
- di alimentare e mantenere aperto il dialogo, con chi assume atteggiamenti e comportamenti diversi dai nostri.
È nostra ferma convinzione che il compagno Vecchiolla per il suo attivo impegno contro la discarica di Pustarza e per la salvaguardia dei posti di lavoro Irisbus, è un non violento.
Riteniamo che le masse popolari attualmente siano in lotta contro il capitalismo e i suoi effetti devastanti, contrassegnati dalla violazione dei diritti della persona e di quelli a un’esistenza umana dignitosa, tanto da imbarbarire i rapporti tra gli esseri umani.
Siamo altresì consapevoli che non tutto il movimento di massa abbia acquistato una coscienza anticapitalista. Sono dominanti forme di qualunquismo che non permettono al movimento di individuare coscientemente la controparte.
Auguriamo ai manifestanti arrestati un’immediata libertà.

Ariano in Movimento

ottobre 22, 2011

Chucky libero subito!

E’ stato arrestato a Chieti con la ridicola accusa di tentato omicidio un compagno arianese, accusato di aver partecipato all’incendio della camionetta in Piazza San Giovanni durante gli scontri del 15 ottobre a Roma.
Chucky ha partecipato sempre alle vertenze che interessavano il nostro territorio: dalle battaglie contro le discariche alle ultime lotte al fianco dei lavoratori Irisbus.
Ed ora è vittima anche lui della solita procedura poliziesca: di fronte alle lotte di massa che mettono in discussione il loro dominio, il capitale e lo stato rispondono con la violenza, con la repressione, con gli arresti.
Noi esprimiamo solidarietà a Chucky ed a tutti gli altri compagni arrestati, nella consapevolezza che gli arresti non possono fermare una lotta di massa. Come diceva Neruda “potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”

Giovani Comunisti Ariano Irpino
Collettivo studentesco Virus
Ariano in Movimento 

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